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Cogl***e

Da qualche anno viaggio con l'abbonamento generale sulla maggior parte dei mezzi in Svizzera e anche quando i mezzi sono vuoti faccio molta attenzione a non sedermi ai posti riservati alle persone disabili.
Da due mesi sono messo male con dolori vari per i quali assumo medicinali "a chili la settimana" ma anche in quel caso me ne bado bene e scelgo posti comunque tranquilli. Ormai sto tirando avanti in attesa di una Risonanza Magnetica per definire meglio il problema, ma la cosa è debilitante anche mentalmente trovandomi confrontato con situazioni sempre più assurde.
Dopo una giornata relativamente tranquilla sono le 16:10 e salgo sull'S10 da Bellinzona e mi serve il bagno. Appoggio sul primo sedile (di quelli pieghevoli) zaino, giacchetta dell'AS Castello e un piccolo sacchetto con delle genziane in vaso che ho trovato in un chiosco, ovviamente come mi giro per entrare nel WC ecco che una ragazzina arriva a passo spedito da chissà dove e vi si infila anticipandomi. Aspetto appoggiato all'asta almeno per alleviare i dolori e mentre esce la prima ragazza ecco che arriva un altro ragazzo che quasi fa lo stesso ma, gentile, si rende conto e mi chiede se c'ero prima io... gli rispondo di pur accomodarsi. Finalmente riesco ad entrare in questo benedetto bagno dove intanto qualcun altro stava per passarmi avanti. Esco e tutti i posti sono occupati, molta gente anche in piedi, quasi tutte studentesse e si e no un paio di studenti maschi. Mi siedo su quel sedile pieghevole con zaino sulle ginocchia, sacchetto delle genziane in mano e giacchetta dell'AS Castello sul gancetto dietro le spalle (dove ora della fine vi è pure rimasto).
Chiudo glii occhi cercando di rilassarmi quando ecco che qualcuno mi si avvicina da dietro: "Questo è il posto dei disabili?". Aprendo gli occhi dico di sì un po' infastidito guardandomi attorno in quell'ammasso di giovani studenti che stanno rientrando a casa... "E lei ce l'ha il tesserino per gli invalidi? Perché io ce l'ho..." Mi sono sentito uno str**zo, un Cogl***e, mi sono sentito la peggior persona su questa terra.
Mi sono alzato lasciando il posto a quella persona che tra l'altro vedo spesso anche a Mendrisio, mentre nessun altro ha fatto il minimo accenno di lasciare il posto e, a 65 anni mi sono accovacciato in un angolo con la speranza di sparire e con la rabbia nel non aver visto nessuno accennare un minimo di reazione.
Senza esagerare, se avessi avuto una pistola in tasca mi sarei sparato un colpo diritto in testa chiedendo se a quel punto fossi stato invalido a sufficienza.
Quando poi non si sta bene queste cose non fanno che peggiorare il peso che si sente nella testa, quel peso che vorrebbe farti chiudere gli occhi e mai più riaprirli.